Filastrocche di Sira

(TUTTI I DIRITTI E GLI UTILIZZI DELLE MIE OPERE SONO RISERVATI)


LA BEFANA

La befana ha il naso grande

con un neo sulla punta,

ma ha anche un cuore che si espande

e ad ogni consegna fa la spunta.

Si sa è un po' vecchina,

ma viaggia dalla sera alla mattina

per portare i suoi doni

ai bimbi buoni.

Con la sua scopa, in tutta fretta

consegna ad ogni bimbo la sua calzetta,

la riempie di tante prelibatezze

che per i bimbi son ricchezze

tutte da scartare,

per poterle gustare.

La befana è molto buona

tanto che anche ai monelli

regala lo zucchero

che sembra carbone da buttare via,

ma in realtà è il più buono che ci sia!

Vola, vola la befana

col cappello e il sacco nero,

pare una leggenda, ma è tutto vero!

Come faccia a non farsi mai vedere

non è dato sapere,

ma ciò che di più bello manifesta

è la luce del cuore,

dettata dall'amore...

Ora da fare che ci resta?

Su bimbi, apriamo le calze

che si aprono le danze,

tra bon bon, liquirizia e cioccolata

la festa è appena cominciata!

Anche se l'Epifania

tutte le feste porta via,

lo fa con dolcezza,

con una carezza...

E non c'è cosa più bella

di una manifestazione così,

verso la stalla cade la stella

fin da quel santo dì.



MONDO A TUTTO TONDO

Fiorellino del mio cuore,

tu lo senti il mio candore...

I tuoi petali son ali

che mi portan verso il sole...

Guardo oltre la finestra

vedo il mondo in orchestra...

Volan passeri nel cielo,

la farfalla sopra il melo.

Nubi di zucchero filato

mi salutano d'un fiato.

Ora vedo il rinoceronte

che va a bere alla fonte

sono in Africa lontana

e una zebra si allontana...

Un salto di un canguro

mi trasporta nel futuro,

viaggerò anche in Australia

lì il deserto sai ti ammalia!

Mentre mangio la lasagna,

mi ritrovo in Gran Bretagna,

vado a correre in campagna,

con la pioggia che mi bagna

e mi trovo a nuotare

nell'oceano in mezzo al mare,

dallo Stretto della Manica

fino alle sponde dell'America,

ecco arriva un gran ciclone

e io divento un aquilone.

Ora sento un can che abbaia,

mi ritrovo in una baia,

sono giunto fino in Asia;

qui un serpente già mi morde,

si confonde con le corde...

Aia aia aia aia...Un gran grido nella baia!

Dall'Antartide all'Europa

ho incontrato anche una foca...

Ora sono un bel pinguino...

Ops scusate, un bel bambino...

Mamma mia che confusione,

sono proprio nel pallone,

a viaggiare in tutto il mondo

ora giro a tutto tondo,

come fossi un mappamondo,

giro in tondo, giro in tondo...

Ma mi sono divertito

ora prendo lo spartito

per cantar la filastrocca

tutta quanta a menadito!

Fiorellino del mio cuore,

tu lo senti il mio candore...

I tuoi petali son ali

che mi portan verso il sole...

Guardo oltre la finestra

vedo il mondo in orchestra...

Ora proprio mi addormento

al profum di una ginestra...

Ma che festa, ma che festa

ho vissuto nella testa,

basta un poco d'invenzione

per trovarsi sempre altrove! 


COCCI e NELLE

Cocci e Nelle son sorelle

una è rossa e l'altra è gialla

hanno entrambe pois neri, son davvero molto belle!

Con la forma di una palla

sfoderano ali per volare,

non sanno stare a galla

e non amano l'acqua del mare!

Adorano la campagna, si posan su frutti e fiori

e portano tanta fortuna, allietando i nostri cuori.

Brillanti e colorate ci accompagnano a Primavera,

filando allegramente i nostri sogni della sera.

Si adagiano sul naso, sulle dita e sulle spalle...

Magicamente divengon di stoffa, per ricamarne un caldo scialle.

Fanno parte di noi, spiccano tra le cose più belle...

Son come sorelle, le nostre amate coccinelle!


UNA TORTA REGALO

Ho fatto una torta di panna montata

e con lo zucchero l'ho ornata.

Ci ho messo tante candeline

tutte con le mie manine.

Una candelina rappresenta la bontà,

me ne parla sempre il mio papà.

Un'altra rappresenta un sorriso

che desidero incornici il mio viso.

Una candelina è simbolo d'altruismo,

tutto il contrario dell'egoismo.

Un'altra è l'immagine della semplicità,

il prezioso ingrediente che dona felicità.

Una candelina è simbolo di onestà,

una delle più grandi qualità

e l'altra è la luce del cuore,

attraverso il quale ogni gesto è un dono d'amore.

Ce ne sono tante altre di candeline

e le ho accese tutte con le mie manine.

Ognuna rappresenta un valore

che risplende di un candido bagliore.

Che bello poterle soffiare

e i bei sentimenti far riaffiorare...

Mangiare la torta, con tanta gioia di scorta

che possa servire nel vivere quotidiano

a regalarci sorrisi e a prenderci per mano.

Questa grande torta con migliaia di candeline

sa proprio di buono! Sapete che faccio?

Io ve la dono...


L'ALBERO DI PANCIOCCOLATO

L'albero di pancioccolato

è molto prelibato!

Ha i rami di pane

e i frutti di cioccolato

bianco o pralinato

al latte o fondente

è davvero sorprendente!

Si trova al centro di un giardino,

ha le radici di liquirizia

e il cuore di mandarino

è proprio una delizia!

Ogni cioccolatino

è un bel pensierino

d'affetto e di speranza...

Mi perdo in una danza!

Prova a immaginare

l'albero di pancioccolato

dal grande significato!

Se lo mangi ti infonde pace,

ed è bellissimo da condividere

in un mondo rumoroso che tace!

E sì, perché quest'albero

ti lascia senza parole

e per raggiungerlo

si consumano le suole.

Infatti il giardino è molto lontano...

Si sale per l'infinito,

si gira a sinistra e poi si scende

con spirito ardito,

si scala la montagna che pende a destra

e si va per la glassata foresta.

Giunti al monte pietrificato,

ecco l'albero di pancioccolato!

Dimenticavo, il suo significato?

Amare la vita...

In discesa o in salita,

gustarne il sapore

come fosse cioccolato

e sperare in un mondo riappacificato.

La strada è molto lunga, ma non impossibile

e ognuno può diventare un eroe infallibile!

Forza, mettiamoci in viaggio...

L'albero di pancioccolato fiorisce a Maggio!

È lì che attende di essere mangiato

per diffondere l'assoluto bene

da sempre sognato!

Storielle di Sira

CINO  

Cino era un rettangolo color terracotta, piccolo e vagabondo. Girava molto e conosceva mille cose, ma una cosa non la sapeva! Chi era lui? Qual era il suo posto nel mondo? Si sentiva perso e voleva capire a cosa potesse servire. Un bel giorno, mentre dormiva, lo trovò un bambino in mezzo alla strada e lo utilizzò per i suoi giochi...Una volta era un ponte, un'altra volta un muro e poi una montagna e un robot. Il bambino si divertiva molto con il rettangolo, lui un po'meno; ma appena Cino si accorse che il fanciullo gli si era affezionato tanto, decise di non abbandonarlo, seguendo il suo cuore e poi così non era più solo come prima! Iniziava anche lui a divertirsi e a sorridere dei vari ruoli che assumeva, sentendosi come un attore. Magari era proprio quello il suo posto nella vita? Un pomeriggio mentre giocavano insieme, arrivò un forte temporale e il bambino corse a casa, abbandonando Cino in mezzo ad un prato. L'indomani il rettangolo, molto triste, diventò il giocattolo di un grande cagnone. Il padrone lo lanciava e il grosso cane lo andava a riprendere. Questo gioco non gli piaceva proprio per niente e rimpiangeva il suo amico bambino che ormai si era dimenticato di lui, troppo preso da un camion telecomandato che gli avevano regalato i genitori. Tra un volo e l'altro pensò: "Che tristezza la vita quando non sai chi sei!" Giunse l'imbrunire e decise di incamminarsi verso una panchina per dormire. Il mattino seguente lo trovò un altro bambino che disse alla sua mamma: "Che bel rettangolo! Che cos'è?" E la mamma rispose: "Un mattone!" "Di cosa è fatto e a cosa serve?" Chiese il bambino e la mamma gli disse: "È un rettangolo fatto di argilla ed è importantissimo! Serve a costruire le case e grazie a lui possiamo erigere i muri, ripararci dalle intemperie e sentire il tepore nei nostri focolari. Non ne basta uno, ma ce ne vogliono tantissimi, uniti gli uni con gli altri, come un puzzle! E questo lavoro certosino lo svolge il muratore." Il bambino ribatté: "Bellissimo! Uniti gli uni con gli altri, così si creano le grandi cose! Da grande voglio fare il muratore e costruire la mia grandissima casa!" La mamma sorrise e gli porse tra le mani il mattone che portarono a casa con loro. Cino aveva finalmente scoperto chi era e si sentì forte e orgoglioso, non vedendo l'ora di essere un pezzo tanto importante di una casa. Trascorsero gli anni, il bambino crebbe e da bravo muratore quale diventò, prese il mattoncino che aveva riposto sulla sua scrivania, come una reliquia e lo piantò per primo nella costruzione della sua immensa casa. Cino, ormai MATTON CINO, provò un'emozione immensa e visse per sempre con altri milioni di MATTON CINI a sorreggere con forza le mura di quella dimora. Fu allora che disse: "Ora che ho il mio posto nel mondo, la vita è meravigliosa! Ma di quanti altri MATTON CINI ho avuto bisogno per trovarlo! È proprio vero, l'unione fa la forza! Grazie, mio caro papà muratore!"