Poesie di Sira

(TUTTI I DIRITTI E GLI UTILIZZI DELLE MIE OPERE SONO RISERVATI)


L'ACQUAZZONE BUSSA AL SILENZIO

Ovattato giorno, gremito di silenzio...

Ti spezza, come tocco di pane, un taglio di stormo.

Frastuono e piume plumbee si perdono sullo sfondo di rosei cirri

e l'osservare s'appresta in un tono su tono,

vedendo calar tormalina nera, dopo l'echeggiar di un tuono.

Le orecchie sono un risuonar di caverne,

la pelle è scivolo d'acqua piovana...

Corrono le teste sotto ombrelli dipinti

e gli arti tremolano nel fresco umido dell'aria che si dipana.

I funghi di un bosco son cuori infreddoliti,

i rumori s'allontanano smemorati,

oltre l'orizzonte di rossi tetti pergolati.

Dai comignoli fumano fili di legna e vaniglia

e si sferra nuovamente il silenzio

tra la calda lana e la morbida ciniglia.


TASCHE DI MERLETTO

Ho una gonna arricciata

con le tasche di merletto,

passeggio e dentro ci metto

un po' di parole e mandorle,

sabbia e vento,

foglie e ciliegie.

Con le parole

scolpisco un pensiero

che abbia sapore di mandorle.

Con la sabbia

disegno ombre

che cancello col vento.

Con le foglie

creo un mosaico

che coloro con le ciliegie.

Ho le tasche vuote,

mi distendo,

risvolto le fodere di merletto

e ritrovo le carte luccicanti

che un tempo conservavo,

le incollo agli occhi

e mi specchio nel loro luccichio.

Con lo sguardo ombreggiato

di rimmel e carta

sento ancora il profumo di caramelle

e riempio le mie tasche d'infinito.


LA TRAIETTORIA DELLE STELLE

Seguiamo la traiettoria

incandescente delle stelle,

solo allora potremo cadere sulla terra,

illuminando il mondo.


 REGALAMI UNA LUCCIOLA

Regalami una lucciola tra le sterpi brune,

tutto mi è estraneo in questa giostra di giorni...

Osservo il panorama da una ruota di luna

e mi sospendo di vuoti.

Dolore si accorda in me...

Vedo pedine di dama mosse da fili,

guardo nei loro occhi ciechi

e ascolto con le loro orecchie sorde.

Silenzi di movenze volano tra velature di indifferenza

nei cuori scolpiti di pietra.

Sequenze di marionette girovaghe e disperse

si infuocano al sole senza vederlo

e si abbandonano ad arsure,

incaute dei suoi raggi pungenti.

Lo spezzar dei fili è l'inizio della vita...

Si entra in corridoi specchianti...

Senza tensori dell'esistenza si va verso di essa,

alla scoperta di luccicanti forzieri del tempo perso,

di fiori che sbocceranno...

Regalami una lucciola tra le sterpi brune.


LATTE E ROSE

Ho voglia di tuffarmi nel cotone,

nel latte caldo della nonna;

di udire le campane nel giorno di festa.

Ho voglia di sdraiarmi su letto di fiume

e rallegrarmi dei tamburelli di pietre;

di annusare le rose e il basilico,

di affogarmi in un aromatico caffè,

poi risalire e prendere ossigeno...

Ho voglia di tempi infiniti

in cui perdermi e ritrovarmi...


ANIMATRIOSKA

Emozioni fluttuano

dalle scatole intarsiate di noi stessi...

L'anima è variopinta matrioska;

l'uno dentro l'altro i suoi volti,

l'uno dentro l'altro i suoi occhi

a scovar il nostro recondito,

il nostro infinito...

L'uno dietro l'altro

i fogli sfoglianti di vita

son antichi timonieri di vele

che sospirano alle correnti

e che donano pennellate di speranza,

disegni di colibrì sospesi...

Così siamo noi,

in balia dell'aria e dei mari,

scatole d'ostriche...

Ciondoli dondolanti

all'ancora di un approdo.


PELLE D'OCA

L'oca naviga sulle acque belle

e pian piano s'increspa sulla pelle.

Mentre la legna tutt'intorno è umida,

s'incendia un fuoco nell'anima timida.

La natura si scardina dal paesaggio,

mi attraversa al mio passaggio.

Il tramonto dell'oggi

si sfuma all'alba del domani,

tra i suadenti poggi

ed io sono il vento e le foglie...

Dondolo di vimini è il pensiero che m'accoglie.


CARA MAMMA

Cara mamma, aeroplano d'infinito,

ricordo i tuoi voli...nutrimento d'amore.

Indossavo le tue scarpette e le luccicanti collane

per giocare a diventare grande e tu mi imboccavi di sole,

mentre nella stanza un tintinnio di pentole

accompagnava i nostri giochi.

Cara mamma, pregiata gemma in me cucita,

scrigno aperto d'amore, dama di cuori

e brillante miraggio nel deserto delle mie emozioni...

Donatrice di vita e sogni...

Di quei sogni che non conoscono dissolvenza...

L'anima scalpitante di echi mi parla

ed io custode di questo tuo dono, la ascolto

e sento la bellezza di perdermi nella sua inesauribilità.

Io e te siamo come cielo e nuvole, luna e stelle,

mare e onde...bene divampante tra terra e fuoco.

Cara mamma; neve d'Inverno, rosso d'Autunno,

primula di Primavera, ciliegia d'Estate...

Sei tutto questo per me.


ORLO D'ORGANZA

Orlo d'organza, orlo di precipizio...

Mi riempio di te, vuoto, mi riempio di nulla.

Potessi sentirti assoluto niente,

non udirei, non vedrei, non toccherei...

Vorrei, come vorrei...

Per non affondare nella granulosa oscurità,

cui il viver conduce...

Ma ti assaggio e tu mi ormeggi appena sull'orlo,

ove muto in equilibrista.

Il coglier l'assolutezza del vuoto

mi conduce alla pace dei silenzi,

ma poi...che bello è udir sonagli,

sfiorar con le dita di nastro affusolate i velluti

e veder con gli occhi stralunati alabastri luccicanti.

No, niente, ti lascio alle spalle!

Vado a udire gioiosi strimpelli,

a solleticarmi i piedi sui prati,

ad assetarmi di panorami...

Vivere è già abbastanza...


LA RUPE INCANTATA

Scoglio, figlio della terra e del vento,

grinze di vita eterna su di te.

Quanti sguardi e baci hai potuto vedere

e voci udire nel tempio del mare.

Dal pontile ti guardo,

sembri sempre lo stesso,

ma nei secoli cambi aspetto.

Forte scultura sentimentale,

pari un vecchio gigante,

rapitore d'anime,

estasiante roccia

raccoglitrice di sospiri.

Scoglio; sei fortezza, pienezza e dolcezza,

una magica rupe a cui aspirare.

Sei ninfa o principessa imbalsamata

re di sasso o sirena incantata.

Tante leggende sulla tua storia,

ogni tua ruga è viva memoria! 


PAILLETTE DI STELLA

Un riccio si schiude ed io sbadiglio,

sussurra il fenicottero rosa sul lago ammantato

e il cuore batte rallentato.

Il sacro riposo si fa spazio

nel giorno disegnato dal tempo

del sole, della luna e del vento.

Una libellula nell'aria rumoreggia,

una brezza assottiglia le narici,

mentre la sera di china blu lievemente arpeggia...

Muoio, scrivo e rinasco ogni volta,

la Fenice mi parla e mi è amica

nell'anima appena raccolta.

Si chiudono le palpebre come boccioli,

si rilassano gli arti come rami di salice

e bevo un divin sonno dal prezioso calice.

Il sogno squarcia la mente

e in una paillette di stella cascante

grido nel silenzio il mio desiderio assordante.


MondAMAro

Pugno di guerra

muta in palmo di fiori.

Schiaffo di rabbia

muta in carezza di ramoscello.

Calcio di stizza

muta in passo verso l'altro.

Triste sparo

muta in pistola di coriandoli.

Graffio di odio

muta in solletico d'amore.

Tirata di capelli

muta in acchiappa coda nel giro giostra.

Spinta di egoismo

muta in generoso abbraccio.

Broncio lungo

muta in sorriso gentile.

Mondo tondo e amaro

muta in zolletta di zucchero.


CONNUBIO NATURALE

Cantate fringuelli e fruscii,

guizzate pesci e zampilli...


La foresta parlante è verde vellutante,

strisciante di serpi spietate,

ma nel suo cuore abitano

maschere dipinte di mandrillo

e saltano corpi brillanti di rane.


Cantate fringuelli e fruscii,

guizzate pesci e zampilli...


L'oceano fluente è azzurrità splendente,

navigante di squali affamati,

ma nel suo profondo s'aprono perlate conchiglie

e nuotano maculate murene.


Cantate fringuelli e fruscii,

guizzate pesci e zampilli...


La sabbia inonda i languidi mari

e l'acqua irriga i ramati terricci...

Vola pappagallo aliblu

e grida gioioso panciarossa...

Nuota orata argentea

e ribrilla plancton infuocato dall'onda...

Le nostre mani sono conche d'acqua e sale...

Il mondo è connubio...

Meraviglioso cerchio monumentale.


FILO D'INCHIOSTRO

Campanule rintoccano ad incontrar desii,

montagne di rame brunito si disperdono in cerchi di lago.

Mani gentili son boccioli soffusi di nebbie mattutine,

rami si inchinano al vento e foglie si scagliano al cielo.

Rimbocco le emozioni tra le grinze dell'anima

e a filo d'inchiostro pende il mio cuore.


ZAFFERANO

Sentimento si posa sui petali setosi

e tocco il vellutante sbocciar di semi interrati.

Colgo dal viola dei fiori, pistilli rossi di zafferano,

li porgo al tostar del sole e vado a rimescolar il riso.

L'oro si mischia alle risa e gioia scende dagli alberi della pioggia.


SOLTANTO UN ATTIMO!

Soltanto un attimo,

solo uno!

Ripeto,

soltanto un attimo,

solo uno, per sognare!

Ma l'attimo è già andato...

Il sogno per vivere

ha bisogno dell'eternità.


PERDUTO AMORE

Clessidra che scandisci

sabbia nella tua ampolla,

ogni tuo granello è un sentimento

che si annida nel castello di specchi

dai mille volti riflessi.

Sono volti che sorridono,

perché sospesi ai fili infiniti

che traboccano dai cuori

affaccendati a stendere battiti.

Languidi occhi in tempesta,

ora dormono su letto di lavanda

con la loro metà che li intreccia

nel dolce fluire di effluvi essenziali

che si propagano sulla pelle rosa...

E tra le canne da zucchero

si apre il fienile di speranza,

finestra ingiallita del tempo che fu.

L'amore è finito sotto le intemperie

grigie dissipate nell'anima.


 IL PAESAGGIO DEI PASTELLI

Coloro di pastelli

i gradini del tempo,

salgo sulle loro pietre

e le scalfisco di graffiti...

Graffi di sale e solitudine si espandono

oltre le pezze colorate della memoria.

Frastagliate creste montuose,

fonte di lunghi respiri,

mi baciano dagli orizzonti

temperati di nuvole

e affondo le dita nell'atmosfera

d'evanescente eterno.

Foulard di fiori

avvolge i miei timori,

i passi si distendono

all'ombra di salici piangenti

e scivola una lacrima di gioia

sui cammei dei pregiati giorni.

Coloro di pastelli

i sentieri delle aromatiche vie...

Lì ritrovo la mia sagoma,

la raccolgo nel cestino di caldo vimini

e la porto alla fonte...

Acquerelli nella mente...


ALBA D'ALBICOCCA

Bacche rosse e zucchero filato,

alba d'albicocca

nel frammento d'acqua marina

che si bagna di cielo.

Forgiato è il flebile ramo

e duttile il vaso d'argento

che espande in me

compensi floreali.

Ho colto la fiamma

e scacciato la flemma.

Ho cinto l'amore

e soffiato il colore

nel vetro dei giorni d'attesa

e alla tristezza non mi sono arresa.

Ho sempre visto un pezzo di felicità

nel mio orizzonte.


CON I PIEDI E CON LE ALI

Pigiami appesi alle stelle

e ancore agganciate ai sogni...

Nuvoletta che spunti dalla testa

sei insidiosa di fantasie...

Piedi e ali si incontrano

lungo il cammino

puntellato di domande...

Interrogo la bocca della verità

e apro scrigni di lamponi di bosco.

Ancore appese alle stelle

e pigiami agganciati ai sogni

vi ho tirato con forza e con amore...

Ora indosso pigiama di ancore e di stelle

e sporca di lamponi non ho risposte,

ma le mie utopie tra le mani.


PAPAVERI TRA I CAPELLI

Tovaglia a quadri rossi,

picnic tra i papaveri...sogno lontano...

Rinchiudo nella borraccia acqua e anice

e nei tovaglioli pane e salvia.

Sporta di vita dal profumo aromatizzato

sul lungo fiume dei desideri.

Sassolini nelle scarpe getto in acqua

e scintillanti schizzi butto agli occhi.

L'anice mi parla di me bambina

e la salvia mi salva dalla velata malinconia.

Il paniere è ricolmo d'allegria,

corro e scopro che tu non sei mai andata via,

bambina mia...

Col secchiello rosso

e la ruota del mulino che gira

giochi ancora felice

e voli nel mio corpo di donna.

Che bello essere a metà

e so che anche alla soglia degli ottanta

la mia donna bambina non mi lascerà

e avrà sempre i papaveri rossi tra i capelli.


VOLO DI UN RITRATTO

Indaco e porpora,

la strada si sgretola

l'increspato cielo s'addensa

nei rivoli dell'appartenenza.

Rossi e azzurri i pensieri

s'incamminano nel labirinto

e decespugliano i rovi sonnecchianti,

ormai abbandonati

tra fontane assetate

e lampioni adombrati.

Gli unguenti di resine

si spalmano agli alberi feriti

e cicatrizzano medicamentosi,

anche i tagli dell'anima.

Un ritratto anticato

è caduto dal chiodo

e ora giace impolverato

sul pavimento.

Lo raccolgo e non c'è pi

Aveva i capelli rossi

e gli occhi azzurri.


NEL CUORE DEI GERMANI REALI

Cerchio d'acqua

intorno ai germani reali

dagli afflosciati colli,

intenti nella caccia al tesoro.

Amami, non disperdermi...

Sognami, non spegnermi...

Pianta il mio cuore

nella terra fresca

e fallo fruttare

di dolci ciliegini

che si aggrappano

ai verdeggianti gambi

di fogliame e speme.

Con semi croccanti di sesamo

creo maracas improvvisate

per strapparti sorrisi

e rubo rossetti alle attrici

per infuocarti le guance.

Somigliante a un clown

mi rallegri con le smorfie

fiduciose d'eterna felicità

e stai con me al gioco dell'amore

che dura il tempo di una vita.

Siamo germani reali

in cerca di tesori,

ma ci siamo già trovati!


IL GIORNO SOSPESO

L'anziano farfuglia,

il bimbo bisbiglia,

la nuvola è sulla guglia

e rotola come una biglia.

Un panorama si affaccia

dagli occhi del colle

e in un istante incanta le folle.

Sulla panchina una fanciulla siede da sola,

sul filo sono stese le candide lenzuola

che ondulano tra la terra e il cielo,

mentre lei è annebbiata da un fumoso velo.

Un signore ride con zelo,

rimbalza sulla malinconia della triste fanciulla

e nel suo rallegrar si trastulla.

L'umore è diverso

nel dolce far nulla

del giorno perso...

Tristezza si mesta a stupore e gioia,

tra paesaggi, emozioni e dolce noia...


DINDOLÒ DELLA SERA

Scorgo la tenda

dei drappi di luna

che da una nuvola svetta,

la sorseggio piano

e ne mangio una fetta.

Mio dindolò,

preludio del sonno,

il giallo limone

scende dalla scala nera,

i miei passi son sopra

i gradini della sera.

Cammino e respiro

prima di affondare

nel ciglio notturno

tra ribes e cicale.

La civetta mi guarda

al di là della tenda

con i suoi occhi,

palloni di luna

e mi cinge il corpo

con la sua piuma.

È morbida la notte

ed è bella da vivere

nel sonno incosciente

che cattura la mente.

Dindolò, dindolò...

Dormo contenta

e la luna si è spenta!


LA PETINEUSE DEL TEMPO

La petineuse riflette rossori,

bagliori incipriati di rosa,

occhi impastati di nero,

capigliature di rame,

piumino di talco.

Smaltati pensieri

di tinte bianche e nere

e pellicole di seppia

girano in ruote cinematografiche.

La petineuse nel quadro anticato...

Occhi di nonna,

occhi di mamma,

occhi di donna.

Mi perdo in sguardi

intinti di castagne.


NON SENTO I GRILLI

Non sento i grilli

verdeggiare

in tempesta tremula

sotto le foglie timide

dell'albero in fiore.

Si espande il fiato

in folate di vento

che piegano steli

e spezzano petali

dal colore settembrino

della malinconia.

Sparo baci

e soffio conchiglie

nel telefono senza fili.

Spero che qualcuno

ascolti i miei echi

di donna solitudine

e di perla antica,

mai sazia di luce.

Non sento i grilli

verdeggiare

nell'atavico suono

delle mille speranze.


INDORATE SFIORITURE

La Ballerina bianca si disperde in piroette d'infinito,

la Cinciallegra canta all'unisono con le risa dei passanti,

il Pettirosso sfuma le sue piume tra i pastelli in fiore...

È il trascorso di boschi vivi che rumoreggiano

con il decantare dei rami...

Ora sussulti dal cielo

o soli tiepidi si susseguono...

Il castagno lancia i suoi scrigni,

mentre il cedro albeggia e tramonta.

I palati son d'acacia,

gli occhi d'uva,

i passi rallentati all'appassir dei fogliami.

Sussurrano i legni di faggio,

parlano le ruggini sfiorite,

merletti raffinati di fronde scrivono parole indorate

su fogli di cielo.


CORE

Core regio

giovane anemone

nebulosa sapiente,

tenerezza zampilla...

Lasciando dolci ciliegie germogliare.


LA SIRENATA DI STELLE

Scolpite conchiglie sono nacchere d'acqua

e cannolicchi appesi all'alghe sono campane tubolari.

Scruto le profondità dei miei amati mari

e mi specchio in sassi madreperlati, in rocce lunari...

Odo stelle marine che schioccano tra le dita fine, di sirene sopraffine.

La mia pelle s'intaglia in fluorescenti squame,

mi perdo in suoni suadenti di note belle...

Mi ritrovo in una sirenata di stelle.


DOLCI RIMEMBRANZE...

Zucchero è un ricordo, lo mordo ...

Tappeto filante sotto i miei minuti piedi,

secondi di voce lontana, eco di scrigni gioiosi,

oro di ore passate che mai torneranno.

Vago in un presente silente ... Mi scorre tutto, davanti al niente.

L'armadio dei profumi è aperto,

la morbida mollica ornata d'olio posa su bianca porcellana,

profondo corridoio rotolante di balocchi scorre,

doni di pulcini turchesi e cipriati pigolano.

Zucchero è un ricordo, lo mordo ...

Casa di cera e miele,

di pasta e sale

di frolla e ricotta

di cannella e vincotto.

Zucchero è un ricordo ...

Nel forno del cuore lo sciolgo.

In uno specchio intarsiato,

sospesa ai tuoi fili di perle, un'immagine colgo ...

Ho i tuoi occhi di caffè,

ho le tue mani cocenti,

ho i tuoi capelli ribelli,

ho il tuo passato nel mio presente ...

Sono zucchero flambé,

pensiero ardente di te.


CORNICE

Fiori bianchi di latte,

seta bianca di brina

è dolce mattina.

La neve si adagia pian piano

e si avvolge ai rami scricchiolanti,

tra i viali spiccano due amanti.

Un cappotto blu cobalto si fonde

con un cappotto rosso fuoco,

le loro mani sono annodate,

mentre volteggiano nell'aria

i loro cuori di Cupido.

Un bisbiglio si eleva,

forse un ti amo o sei il mio tesoro ...

Ora nel bosco vedo un ramato castoro

che fruga tra le ghiande, mietendo il suo oro

che non è che il tempo che scorre prezioso ...

Ora sta sfiorando il cappotto dei due amanti

e con la sua coda li incornicia,

nell'immagine più bella della vita.


E PENSO...

Oggi il sole ha una coperta,

tra i cieli d'Inverno si riflette in vapore argenteo.

Lo fisso, posso guardarlo, non acceca l'occhio attento

e penso...

Questo sole può essere una biglia incandescente da far rotolare

o una grande palla da far sobbalzare...

Può essere un volto dipinto nell'immenso

o un vecchio giradischi che accarezza melodie

e penso...

Può essere un giallo frisbee con cui giocare

o una bellissima rotonda sul mare.

S'effonde un buon profumo d'incenso,

ora il sole sfuma dalla sua coperta glassata di gelo,

non posso più scrutarlo, ma sento il suo tiepido fuoco sulla testa

e penso...

Ora è divenuto cappello da pittore che copre il mio capo a tutto tondo...

Passeggio e disegno di fantasia il mondo.


L' ANTICA QUERCIA

Coltre di legno ricopre le membra,

collage di resina e carta carbone

ricalca antichi centrini di nuvole.

Le dita si allungano e suonano affusolate,

pianoforte di giovinezze addormentate.

Tasto bianco è il bel pensiero,

tasto nero è l'oscuro veliero

che naviga cieco sull'onda di un bolero.

Ricurva gobba sotto l'antica quercia ...

Pelle sottile d'ostia, sguardo di nocciole tostate,

testa di bianco piumino.

Prezioso bagaglio di giorni ...

Di parole e silenzio ci adorni,

ambrato amuleto la tua mente,

ti prendo per mano, anziano sapiente.


ANELITO DI VIOLA

Siedo su di un'altalena speziata,

foglia in controvento ondulante

grinzosa tra le mani di vita amata.

Accartocciami, levigami, sospendimi ...

Disegnami di un brivido tremolante,

del mio sogno errante.

Sentori di castagne glassate, cortecce mielate,

aghi mentolati si vaporizzano sconfinati

nel bosco dei muschi smeraldo, di giallo incastonati.

Sorvolo e brucio in una stagione,

colgo ogni attimo d'emozione

in questa vita bramosa ...

Sento anelito di viola, del pensiero odorosa.


LA LAVANDAIA TRA LE LAVANDE

La lavandaia pensierosa

 percorre il viale di caldo grano bruciato, 

da ravvivare ha il bucato.

Baldanzosa e affannosa, 

passo, passo, giunge al ruscello

ornato di fiori e radura erbosa.

Cala i panni all'acqua scrosciante

 e lava e rilava col panetto bianco 

e un po' di cenere nel vaso,

mentre essenza d'oliva allieta il suo naso.

Scorre l'acqua e con lei i pensieri 

che elabora la mente,

colei che desidera e lascia andare, 

senza tempo ti fa oscillare,

con alcuna parola da raccontare,

 ove vige solo il pensare.

La lavandaia tra le lavande si riposa, 

con la cesta di panni profumosa

e in un attimo che diviene eterno,

 dalla Primavera all'Inverno,

con il lilla si sposa.


CUORI DI STOFFA

Muri di stoffa e colore,

poche monete...Tanto amore.

Drappo di fiori...Una gonna a campana,

filo di scozia...Golfino di lana.

Scampolo fumoso d'antico rosa

srotola veste morbida e graziosa.

Tessuto grigio perla

sbrina i giorni della merla...

La stufa dei desideri vive al centro della stanza...

Mani di fata...Una danza.

Grande è la cucina,

cerchio di donne a sferruzzar maglina.

Sono felici, fanno giravolte,

creano ruote...Scacchi matti colorati,

i loro cuori spensierati.

Filano merletti...Pensieri di merli incantati,

ricamano pizzi...Pezzi di sogni intarsiati.

Donne...Mani d'ago e fili screziati,

con occhi di sentimento bagnati...

Colano di vita e d'allegria...

Funambole di sogni e fantasia.


TRECCE D'ARIA

Archi di ginestre s'aprono come finestre

in campagne assolate.

La vita si muove

e volano coccinelle...

E cantano i grilli...

Si sfregano i palmi di timo al limone,

finocchio selvatico e menta.

Trecce d'aria e sale s'arrampicano alle rocce,

il respiro si tuffa in pendii di mare

e stridono i gabbiani d'ali bianche.


SONO CHIOCCIOLA

Sono chiocciola...

Vivo con la materia che mi sovrasta.

Mi trascino, il corpo è pesante...

La mia casa è marmorea,

le pareti trasudano onice

e le scale affondano in sabbie quarzose...

Poi la vita oltre le cose, mi trasforma...

Sconfino dal perfetto ingranaggio,

dal mio involucro di sempre e volteggio lontano,

dove conta solo il respiro, dove conti solo le stelle,

dove canti petali di mille rose.

Lieve, non tocco più terra,

libro nel pallido purpureo dei giorni

e sento ametiste dentro me...

Poi gli arti si chiudono e mi riavvolgono nel mio guscio.

Sono chiocciola...

Tu mi cingi, oh corpo...

Compagno di vita, nemico dell'eternità,

viva sostanza dell'esistenza, mobile prigione dello spirito...

Sai, è bello sconfinarti...

Sento che lì, dove svanisce la materia,

risiede una rara bellezza.


TEMPO AL VENTO

Fuscelli di pensieri al vento filosofeggiano

tra la terra e il mare e il lungo dormire si desta.

Un fiume solca il suo letto,

il tempo di una lacrima.

Una baia accarezza le sue acque,

il tempo di un sorriso.

Le emozioni della vita si issano

pietra dopo pietra, fino a svettare...

E un tocco di cielo è suon di vertigine.

Tutto è piccolo e grande sulla sommità...

Poi il vento si placa e la vita si riaddormenta,

nell'attesa di un battito d'ali,

un cinguettio che la risvegli.


CREPITII

Un fuoco scoppietta crepitii dell'anima,

un bucaneve si chiude come scrigno

al raffinato gelo che sottile accarezza.

Passi di passeri si sciolgono in un volo

e si allungano i becchi gialli di parole,

fondendosi in echi di fuliggine.

Il dubbio di certezze radicate

si palesa nella mente e si cammina

nel tintinnio di domande senza risposta.

Il passo rallenta ed entra nel tepore di un tè,

tra libri e scartoffie di pensieri.

Dal vetro luccicante, folate si animano,

alzando cappelli all'uncinetto

e sobbalzando capelli di seta

che si impigliano in sciarpe frangiate...

Il giorno corre e la mente cammina...

Alzo gli occhi, scivolo su di un arcobaleno

e la mia incertezza si perde

nel confine perimetrale di un dolce biscotto,

mentre il fuoco scoppietta crepitii dell'anima.


TULLE

Tulle nubilo...

Evanescente desiderio del giorno...

Nido d'ape in me annidato sciogliti in miele...

Sii dolce balsamo per le mie crepe,

sii fluido fatato per l'ipocondria del tempo.

Sii giallo girasole innamorato delle iridescenze del fuoco,

sii spiga ardente, sii slanciata calla,

sii soffione che si sbriciola al vento.

Celle dorate di silenzi e vuoti

districate l'assenza del mio sentire,

slegatemi, lasciatemi fluire...

Sono tempera di lapislazzuli che si espande

nel dipinto senza volto dell'esistenza.






GOMITOLI DI FANCIULLEZZA

Giochi di cera si sciolgono nella fanciullezza,

fiocchi di capelli si snodano a fil di lana.

Le campane ridondano,

le siepi ondeggiano,

i gessetti rimbalzano nei cuori

all'ora tardiva del sole appisolato.

Le biglie ruotano di vita

nei labirinti di vetro

e si osservano le costellazioni...

Affusolata dagli anni, le luci della città mi abbagliano

dal grattacielo di cemento.


OLIO DI NOCE

Ozio tra le paglie intrecciate

di una sedia laccata di bianco,

travaso l'ore passate...

Sento il sapore dei teneri gherigli di noci,

delle bacche rosse, il lieve suono

allo sfregar di labbra, dei fili d'erba.

Adesso l'ora è un tiepido giorno

fatto di tramonti e malinconie,

è olio di noce, che piano scorre

e impalpabile si dilegua.

Ozio e ti osservo oh mio tempo, così fugace e prezioso,

così lento e scarno.

Attendo il sapore dell'ore che verranno...

Le sogno lente e preziose, eteree...

Brezze di mare che si diffondono, senza dissolversi...

Fiumi in piena che donano perle ad ogni respiro!


RESTAR NEL FOCOLARE

Cinguettii mi parlano dal balcone di ferro,

mentre i baci del sole riscaldano la pelle e la castana chioma.

Sento lontane fontane che guizzano oltre i muri delle case

e soffi di voce nei lunghi silenzi.

Tutto intorno si risveglia;

sbocciano le grandi magnolie che paiono bocche decantanti poesie...

I mughetti son profumieri che distillano ardenti profumi,

gli alberi son falegnami del nostro esistere,

le farfalle son piccole sarte del vento.

In questo tempo, la normalità diviene sogno...

Una passeggiata, una stretta di mano, un abbraccio...

Ora tutto è fermo, ma torneremo a essere magnolie,

mughetti, alberi, farfalle...Decanteremo poesie nei teatri,

distilleremo profumi, saremo falegnami del tempo e sarti del vento.

Un dovere mi pervade, restar nel focolare,

mentre fuori eroi dal cuor zecchino lottano per ridonar la vita.

Il meriggio mi invita a uscire,

ma un dovere mi pervade, restar nel focolare!










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